Greco Marina, Qual è il contributo del De musica di Sant Agostino alla… musicoterapia?

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Musica est scientia bene modulandi, la musica è la scienza del misurare correttamente secondo un ritmo1.
Questa è la definizione di musica proposta dal Magister-Agostino al discipulus nelle prime pagine del De Musica, un dialogo condotto con latecnica della maieutica socratica che consente al lettore di collocare il concetto di musica all’interno del pensiero agostiniano.
Fin dal principio dell’opera si percepisce la netta influenza della prospettiva platonico-pitagorica in quanto nella concezione dell’Ipponate sembra prevalere l’aspetto teorico-matematico della musica: se è vero, infatti, che essa rientra pienamente nel gruppo delle discipline scientifiche in quanto basata su rapporti numerici ben precisi fra suoni che hanno una durata differente, emerge però nettamente la sua essenziale funzione catartica.
 
La musica come strumento per elevarsi a Dio
La musica, infatti, collocata da Agostino nella prospettiva cristiana, diventa strumento per elevarsi a Dio, in quanto consente all’uomo di passare per corporalia ad incorporalia, ovvero dalla realtà sensibile e corporea a quella sovrasensibile, incorporea e spirituale.
Il numerus, ovvero il ritmo2, e l’actus sentiendi presieduto dall’anima sono l’anello di collegamento fra esteriorità, interiorità e fra questa e la superiore dimensione spirituale e divina.
Per Agostino, la percezione della musica si verifica mediante l’actus sentiendi, ossia un’attività dell’anima stessa che, presente in ogni parte del corpo, è continuamente attenta ad ogni minima modificazione che in lui avviene e che è provocata da oggetti esterni.
Mediante la musica e la sensazione, l’uomo giunge a scoprire, nella sua stessa anima, l’esistenza di principi immortali che derivano direttamente da Dio: i numeri.
Nel V libro Magister e Discipulus procedono all’indagine dei diversi numeri e alla valutazione della loro maggiore o minore importanza a seconda che siano meno o più legati alla corporeità.I numeri esistono innanzi tutto nell’aria che, “percossa”, produce il suono.
 
I numeri sonantes
Sono i numeri sonantes che si verificano indipendentemente dal fatto che ci sia o meno qualcuno che ascolti.
 
numeri occursores
Esistono poi i numeri occursores, presenti nell’orecchio di chi ascolta e che senza i precedenti non possono esistere.
 
numeri progressores
Poi ci sono i numeri che esistono indipendentemente dai primi due: progressores, indispensabili perchè si inneschi il motus dell’aria che produce il suono.
 
I numeri recordabiles
Ma esistono anche numeri che si possono ascoltare senza che l’aria sia percossa perchè essi sono presenti nella nostra memoria: sono i numeri recordabiles.
 
numeri iudiciales
Se poi siamo naturalmente portati ad essere dilettati o infastiditi da ciò che ascoltiamo, secondo la maggiore o minore “uguaglianza” riscontrata nell’ascolto, ciò lo dobbiamo ai numeri iudiciales.
Questi ultimi ci consentono di modulari, ovvero di misurare correttamente, ovvero di giudicare.
Ma di che giudizio si tratta?
Solo di un giudizio estetico.
Ma quali numeri ci consentono di bene modulari?
 
numeri rationales
I numeri rationales, superiori a tutti gli altri in quanto permettono di esprimere il vero giudizio, quello razionale, non più legato alla corporeità, come il giudizio estetico (modulari), bensì alla moralità (bene modulari). Così Agostino-Magister classifica definitivamente i vari numeri-ritmo: i numeri rationales divengono i veri iudiciales, mentre i numeri iudiciales divengono sensuales.
 
La ratio
Secondo l’Ipponate la nostra anima non sarebbe in grado in alcun modo di consentirci di percepire la musica e di giudicare la sua minore o maggiore bellezza se non fosse impresso in lei l’ideale immortale di bellezza che può derivarle solo da un’essenza superiore (Dio).
È solo la ratio che consente di tradurre quanto ascoltiamo in puri rapporti matematici; essa consente di ricondurre quanto è soggettivamente piacevole alla Bellezza oggettiva, caratterizzata dalla perfezione dell’uguaglianza e dell’unità.
I numeri rationales/iudiciales sono un dono per l’anima, affinché essa possa cogliere nelle cose sensibili le tracce e i segni della aequalitas numerosa, autentica Bellezza manifestazione dei numeri aeterni presenti solo in Dio.
Il numerus-ritmo come filo conduttore, il numerus per riscattare dalla caducità una materia effimera come il suono3.
La musica, operatio animi fondata sui numeri, quasi scrigno di segni teofanici, è mezzo per l’anima per potersi elevare fino alla contemplazione della perfetta uguaglianza, della vera Bellezza.
Marina Greco
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1Una doverosa precisazione
Il prezioso elaborato della collega Marina Greco è da iscriversi nel filone di riflessione che riguarda la ricerca del senso del musicale in musicoterapia.
L’apporto della Dott.ssa Greco, che promana dalla ricerca filosofica, offre avvincenti spunti di riflessione in merito al concetto di musica applicato al lavoro musicoterapico, evidenziando come il ritmo, espresso in numeri, sia l’essenza dinamica del mondo interno e spirituale della persona.
Quotidianamente svolgo la mia attività di musicoterapia, interagendo con persone gravemente compromesse che utilizzano poco o per nulla il linguaggio verbale.
Il musicale eseguito e condiviso è perlopiù “caotico” o ossessivo ma, dopo innumerevoli sedute, alcune persone eseguono spontaneamente alcuni isolati metri: giambo, anapesto, pirrichio, ecc.
Ma come è possibile tutto ciò?
Io non ho insegnato loro nulla di tutto ciò!
Queste persone non conoscono la matematica né, tantomeno, la musicologia ma sanno eseguire ad esempio, spontaneamente, la cifra 2 in due modi diversi: giambo, pirrichio, perché?
Riflettendo con calma, sappiamo che il metro, sia esso giambo o anapesto, è un’articolazione del tempo.
Il tempo è il proprio modo interiore per cui il metro indica, verosimilmente, l’inizio del processo di integrazione del proprio modo interno.
In tutta sincerità credo che queste persone, a livello non verbale, stiano solamente comunicandoci, ritmicamente, che iniziano a stare meglio.
Forse il loro sé é meno frantumato poiché, talvolta, lo esprimono in metri?
In ogni caso, ed è ciò che conta, “a modo loro”, ci stanno ringraziando.
Probabilmente questa mia constatazione chiarisce maggiormente l’urgenza di addentraci a studiare il musicale, cercando di conoscere altri possibili significati sottesi ai molteplici metri (giambo, pirrichio anapesto, dattilo, ecc.) che la persona ci comunica.
In questa prospettiva S. Agostino non appare fuori luogo e il contributo scritto dalla Collega ci aiuta a riflettere, ricercando quella sottile relazione d’analogia che intercorre tra la spirituale riflessione filosofica dell’Ipponate e la dimensione mistica del pensiero schneideriano.
Giangiuseppe Bonardi
[2]2“Il termine latino numerus ha diversi significati: numero, serie, quantità, ritmo... L’accezione in cui viene utilizzato da Agostino nel sesto libro di questo dialogo è stata variamente interpretata... Pur constatandone la povertà semantica rispetto al termine latino, ci sembra più corretto tradurre numerus con «ritmo»...”. Agostino, Ordine, musica, bellezza, a cura di M. Bettetini, Rusconi, Milano 1992, p. 222 n. 6.
[3]Cfr. Guanti G., La musica come metafora teologica in Agostino e in Kirkegaard, «Rivista di Estetica », 30 (1990), p. 118.