Ascolta la musica

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«È perché i tuoi sensi sono sul chi vive.

Guarda una mandria selvaggia e scatenata,

o un branco di giovani e indomiti puledri

che saltano a rotta di collo, mugghiando

e nitrendo, poiché così detta

la natura ardente del loro sangue:

se per caso giunge al loro orecchio

lo squillo d’una tromba o un’aria musicale,

vedrai che di colpo si fermano tutti,

con gli occhi focosi ammansiti

dal dolce potere della musica.

Perciò il poeta immaginò che Orfeo

smuovesse alberi, pietre e fiumi,

perché non v’è nulla di così inerte,

di così duro e rabbioso, di cui

la musica non trasformi la natura.

L’uomo che non ha musica nel cuore

ed è insensibile ai melodiosi accordi

è adatto a tradimenti, inganni e rapine;

i moti del suo animo sono spenti

come la notte, e i suoi appetiti

sono tenebrosi come l’Erebo:

non fidarti di lui. Ascolta la musica

 
 
William Shakespeare,
Il mercante di Venezia[1]
 

[1] Citazione tratta da Donà M., Filosofia della musica, Bompiani, Milano 2006, dedica iniziale del libro.