La musica è una particolare condotta comunicativa

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«Ormai è del tutto chiaro (anche se non per tutti) che la musica è una particolare condotta comunicativa ed espressiva, universa­le, che si esprime attraverso suoni organizzati nel tempo, in modi non troppo dissimili da quelli del linguaggio verbale: così come il linguaggio si articola in differenti lingue, la musica si struttura in sistemi musicali diversi per tipologie di suoni, grammatiche e sin­tassi combinatorie1; la musica non è un’arte (a dispetto di quanto ancora afferma la maggior parte dei dizionari) ma può dare origi­ne a forme d’arte, proprio come il linguaggio (con la letteratura la recitazione teatrale, ecc.); le formalizzazioni di tipo musicale sono portatrici di una «semantica affettiva» del tutto analoga a quella che il linguaggio verbale esprime attraverso gli stessi tratti prosodici - intensità, altezza, timbro, ritmo - su cui la musica si è strutturata (come forma autonoma di «linguaggio»)2».
Francesco Giannattasio
 
Nuova prefazione
pp. XX e XXI
In: Gilbert Rouget
Musica e trance
I rapporti fra la musica
e i fenomeni di possessione
Nuova edizione
Einaudi
Torino 2019
 

1Non a caso, solo da pochi anni in inglese è accettato (sarebbe meglio dire tollera­to) il plurale ‘musics’, mentre in altre lingue, prima fra tutte il tedesco ancora è consentito solo il singolare.
2Nell’impossibilità di approfondire qui tale questione non posso fare a meno, e me ne scuso, di rinviare a quanto ho già scritto in proposito in due voci dell’Enciclopedia della musica Einaudi: Il concetto di musica in una prospettiva culturale, vol. III (2003), pp. 978- 1004 e Dal parlato al cantato, vol. V (2005), pp. I003-36.