La musica delle emozioni, di Daria Cavallini

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Preludio
Da più di dieci anni sono impegnata, con gli studenti convittori di un Istituto Alberghiero di Pescara[1], in un progetto denominato “La musica delle emozioni”.
Il titolo è scaturito dal fatto che i ragazzi, attraverso l’ascolto dei brani da loro stessi proposti, creano un’atmosfera carica di emozioni e di vissuti che, di fatto, compongono la partitura della loro humana musica[2].
Durante questi ascolti osservo attentamente le loro reazioni, impresa resa complicata dal fatto che si verificano un numero indefinito di variabili che posso sintetizzare nella capacità di:
  • assumere la disposizione d’ascolto, rimanendo a occhi chiusi;
  • cercare spontaneamente uno spazio in cui si realizzerà l’audizione;
  • controllare le tensioni corporee che ostacolano gli ascolti come ad esempio i gesti, gli sfregamenti, le schiarite di voce, i colpi di tosse, ecc.
Questa fase di osservazione iniziale costituisce una sorta di “preludio” in considerazione di quello che potrebbe accadere durante la verbalizzazione.
A volte c’è concordanza tra quanto osservato da me e ciò che loro riescono a esprimere con le parole durante il momento di condivisione di quanto vissuto dopo ciascuna audizione, altre volte riscontro una certa dissonanza.
Capita anche che nell’esprimere le loro emozioni uno stesso brano evochi in loro sensazioni contrastanti, come ad esempio benessere, armonia e nel contempo malinconia, paura, rabbia.
Ed è proprio questo il momento per comprendere qual è il motivo che li ha indotti a provare emozioni così discordanti, considerando che la loro modalità di ascolto prevalente è analogica[3], oltre che emotiva[4].
Non nego che questa peculiarità, che a mio parere è fortemente presente tra gli adolescenti, ma non solo, cioè la capacità di provare, in un breve arco di tempo, emozioni così opposte ha sempre stimolato il mio interesse riguardo alle dinamiche che determinano la loro comparsa e noto spesso che la musica che ascoltano funge da “volano” espressivo di questo lacerante contrasto.
C’è però un evento musicale in particolare che ripropongo all’ascolto ogni anno.
Inspiegabilmente i ragazzi si identificano con questo brano musicale che suscita in loro pensieri, sentimenti e sensazioni molto vicini al loro modo di essere e al loro mondo.
 
L’Ouverture
L’evento musicale in questione è l’Ouverture tratta dal “Concerto Grosso n. 1” dei New Trolls, https://www.youtube.com/watch?v=49NVp_FV5Xo
Mi sono sempre chiesta come mai l’audizione di questa musica riscuotesse nei ragazzi un consenso e un piacere quasi unanime.
Dopo un’attenta riflessione personale e un’analisi musicale ho elaborato questa possibile lettura.
Il “Concerto Grosso n° 1” fu realizzato nel 1971, coniugando strumentazione classica con quella elettronica; io lo ascoltai all’età di sedici anni e già allora l’ho sentito nelle “mie corde”.
Il “Concerto Grosso” risuonava in me a tal punto che ho potuto, per la prima volta, ascoltarmi, accogliermi.
Durante quella fantastica audizione accettavo me stessa: ero io… anche se non capivo come.
Avevo trovato un evento musicale che poteva aprire me, allora adolescente, all’ascolto di me stessa e, per questa ragione ho iniziato a proporlo agli adolescenti di oggi, ottenendo riscontri sorprendentemente analoghi.
Dopo vari riscontri, simili tra loro, considero il brano musicale fortemente rappresentativo della fase adolescenziale, caratterizzata dalla compresenza di forti emozioni contrastanti che si configurano musicalmente nella manifestazione di aggressive sonorità rock seguite da melodiosi armonici eventi evocati dalla strumentazione classica.
 
Il contrasto musicale dà voce al contrasto emotivo adolescenziale
La dimensione esplosiva, dirompente dell’adolescente è connotata musicalmente dalla componente rok dell’evento musicale; mentre la forma musicale “classica”, rassicurante e tranquilla, evoca musicalmente il nucleo familiare in cui l’adolescente è inserito.
L’evento musicale non è altro che la rappresentazione musicale del lacerante conflitto che l’adolescente vive nel momento in cui cerca di affermare se stesso, differenziandosi, anche dolorosamente, dai primi altri da sé che incontra: i propri familiari.
Un contrasto adolescenziale ambivalente in cui il ragazzo, sebbene in conflitto con i propri familiari, ricerca al contempo la rassicurazione da parte della stessa famiglia (o chi per lei) perché la percepisce come una sorta di antidoto alla solitudine provata, pur “vivendosi” incompreso e a volte abbandonato, in questa delicata fase della loro vita.
In genere gli adulti rimpiangono quel periodo perché, di quella fase della vita, rimane solo il senso di spensieratezza e si tende a rimuovere quanto tormento possa agitare l’animo di un adolescente che vuole le regole e al stesso tempo le rigetta e, comunque, è alla disperata ricerca di un riferimento autorevole, che sia esso un genitore, un insegnante, il parroco ecc.
In questo contesto “Il Concerto Grosso” descrive acusticamente il turbinio di emozioni adolescenziali che vanno dalla leggerezza di una risata, per una frase fuori posto di un compagno, alla disperazione più profonda per un sorriso non ricambiato.
Purtroppo accade che l’adulto, preso da una realtà quotidiana permeata di varie problematiche, tenda, suo malgrado a sottovalutare gli aspetti emotivi di un ragazzo ed è per questo che il musicoterapista può diventare un importante riferimento in questo passaggio, (considerando il fatto che la musica è un forte deterrente per gli adolescenti!), ma non dimentichiamo che, affinché l’ascolto di se stessi sia realmente efficace, la stessa persona deve conoscere e accogliere le proprie emozioni restituendo all’altro da sé ciò che realmente gli occorre per imparare ad “accogliersi” e acquisire la consapevolezza della propria identità poiché “l’ascolto è una scelta […] un ascoltatore veramente accogliente […] non dà buoni consigli o ricette sbrigative […] ma cerca, “semplicemente”, di porsi in ascolto di sé e dell’altro da sé, utilizzando tutti i sensi a sua disposizione[5]”.

Daria Cavallini

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[1] IPSSAR “Filippo De Cecco”, http://www.alberghierodececco.gov.it/
 
[2] Musica, “humana”, dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, 19 novembre 2014. MiA, Musicoterapie in Ascolto, http://musicoterapieinascolto.com/dizionario/87-humana-musica
 
[3] Analogica, dimensione, dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, 23 aprile 2015, MiA, Musicoterapie in Ascolto, http://musicoterapieinascolto.com/dizionario/240-analogica-dimensione
[4] Emotiva, dimensione, dizionario di musicoterapia a cura di Giangiuseppe Bonardi. MiA, Musicoterapie in Ascolto, 10 aprile 2015, http://musicoterapieinascolto.com/dizionario/233-emotiva-dimensione
 
[5] Bonardi G., Auditor, 9 ottobre 2016, MiA, Musicoterapie in Ascolto, http://musicoterapieinascolto.com/ascoltazione/464-auditor-di-giangiuseppe-bonardi
 
Bonardi G., Ascoltazioni, Bonardi Giangiuseppe, 2016 EPUB, p. 65, https://www.ibs.it/ascoltazioni-ebook-giangiuseppe-bonardi/e/9788822874603