Pasinetti Sandra, L’intervento musicoterapico con Simona

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In riferimento alle “problematiche” modalità relazionali manifestate da Simona (nome di fantasia, in ottemperanza alla legge della privacy) ho attivato un intervento musicoterapico volto “alla ricerca, all’osservazione, alla rilevazione, alla valutazione e all’adozione della sonorità-musicalità appartenenti alla persona al fine di aiutarla a ri-attivare modalità-dinamiche di contatto sonoro-musicale”. Il progetto di lavoro è stato quindi articolato in tre momenti consecutivi da considerare come tre fasi metodiche del processo musicoterapico:
  • la ricerca;
  • l’osservazione; 
  • il contatto.
L’analisi qualitativa delle rilevazioni[1]
Per la rilevazione e valutazione delle modalità-dinamiche di contatto musicoterapiche sono stati utilizzati criteri elaborati da Bonardi G. il quale afferma che: “I dati rilevati a termine di ciascuna seduta vengono tabulati mediante codici che evidenziano contemporaneamente le tipologie delle dinamiche relazionali (es. corporea, di esplorazione ambientale, ecc.) e gli analizzatori (es. motorio, tattile, orale, ecc) utilizzati dalla persona”[2]. L’analisi qualitativa delle dinamiche relazionali […] è finalizzata a prendere in considerazione gli elementi specifici che le caratterizzano:
  • l’azione;
  • la postura;
  • la durata;
  • la frequenza dell’azione durante le sedute;
  • i mediatori utilizzati (corpo, voce, strumenti);
  • la modalità (percussione, sfregamento, scuotimento, ecc.);
  • la struttura (giustapposizione, articolazione di sonorità)
  • l’intensità (piano, intermedia, forte/ variabile, costante).”[3]
Le modalità e gli attivatori sonoro-musicali sono quindi gli indicatori delle modalità di espressione-percezione sonoro-musicale manifestate da Simona durante l’osservazione musicoterapica. L’analisi delle variabili di ciascun indicatore preso in esame ha permesso altresì l’analisi qualitativa delle modalità-dinamiche di contatto musicoterapico:
  • caratteristiche temporali=frequenza, durata (riferite alle modalità-dinamiche di contatto musicoterapiche);
  • caratteristiche sonoro-musicali=mediatori (corpo, mano/i, sguardo, voce, strumenti musicali), modalità (percussione, lancio, sfregamento, scuotimento, strisciamento), struttura  (giustapposizioni, articolazione di sonorità e loro velocità/valore), forma (articolazione ritmica, melodica, armonica), intensità (piano, media, forte e variabile/costante);
  • caratteristiche spaziali=posizione frontale (tra persona e musicoterapista o viceversa);
  • caratteristiche indicative=soggetto propositivo (persona o musicoterapista), posizione frontale (già indicata come caratteristica spaziale), spazio comune di contatto (in riferimento alla sua occupazione oppure no), contatto/orientamento oculare ricercato e sostenuto dalla persona nei riguardi del musicoterapista (specificazione della sua durata, intensità, frequenza e velocità/valore).
In riferimento agli elementi specifici che caratterizzano le dinamiche relazionali sono stati individuati determinati simboli, che poi sono diventati codici per precisare le modalità tramite le quali si realizzavano le espressioni sonoro-musicali e, anche alcuni numeri, per indicare le posture (fase di osservazione) o le posizioni frontali rispetto alla musicoterapista (fase di contatto). I codici individuati sono stati riferiti alle caratteristiche specifiche al fine di ricavare gli indici di una scheda ideata dallo scrivente per la rilevazione-valutazione delle modalità di espressione sonoro-musicale (fase di osservazione) e delle dinamiche di espressione sonoro-musicali (fase di contatto). Le modalità e gli attivatori sono stati considerati in riferimento ai “sette gruppi di dinamiche relazionali indicanti: isolamento, rifiuto, esplorazione, espressione sonoro-musicale, interazione tattile, differenziazione, interazione sonoro-musicale”[4]. Questi indicatori sono stati integrati con le caratteristiche specifiche precedentemente individuate rendendo così possibile l’elaborazione di una scheda che è risultata funzionale per l’analisi qualitativa delle modalità di espressione (fase di osservazione) e delle dinamiche di contatto (fase di contatto). È stata elaborata anche una scheda per la rilevazione e la valutazione delle dinamiche di contatto sonoro-musicale considerando le caratteristiche specifiche e alcuni criteri colti da Bonardi G. in merito alla differenziazione e all'interazione sonoro-musicale che fanno parte dei sette gruppi di dinamiche relazionali individuate e precedentemente descritte. Tabulare la fase di ricerca, di osservazione e i cicli della fase di contatto significava raccogliere dati, a fine seduta, tramite protocolli che contenevano indicazioni individuate appositamente per poter essere riportate nelle schede di rilevazione e valutazione al fine di avere indicatori precisi sull’andamento dell’intervento musicoterapico.
 
Analisi qualitativa e quantitativa
La rilevazione e la valutazione delle modalità-dinamiche musicoterapiche sonoro-musicali sono avvenute, non solo da un punto di vista qualitativo, ma, anche, sulla base di criteri elaborati per effettuare una loro analisi quantitativa. Per l’analisi quantitativa sono state utilizzate delle tabelle valutative strutturate in modo che, a partire dalla colonna iniziale, venivano riportati gli indicatori presi in esame e, di seguito, fossero specificate le sedute che costituivano le fasi dell’intervento musicoterapico. Inizialmente nella progettazione dell’intervento le fasi di ricerca e di osservazione sono state strutturate in tre sedute mentre quella di contatto in tre cicli di 24 incontri ciascuno. Ogni 12 incontri (metà ciclo) doveva essere riportato in apposite colonne sia l’indice numerico (N°), sia il gradiente di valutazione (G). L’indice numerico indica il numero di sedute in cui viene rilevato l’indicatore preso in esame; mentre il gradiente valutativo si ottiene suddividendo le sedute di metà ciclo in tre gruppi di indici numerici: minimo, medio, massimo. L’indicatore preso in esame veniva valutato con gradiente:
  • minimo se rilevato in un indice numerico che era compreso tra 1 e 4 sedute;
  • medio nel caso in cui l’indice era compreso tra 5 e 8 sedute;
  • massimo nel caso in cui l’indice era compreso tra 9 e 12 sedute.
I gradienti valutati in ogni 12 incontri, a fine ciclo (24 sedute), dovevano essere confrontati tra loro al fine di cogliere la loro costanza (C) o non costanza (NC) riportandola nelle ultime colonne della tabella. In seguito all’interruzione dell’intervento i cicli della fase di contatto sono stati suddivisi in due “metà” ciascuna delle quali non era costituita da 12 sedute ma da 9 e gli indicatori presi in esame, dunque, sono stati valutati con gradiente:
  • minimo se l’indice valutativo era compreso tra 1 e 3 sedute;
  • medio se l’indice valutativo era compreso tra 4 e 6 sedute;
  • massimo se l’indice era compreso tra 7 e 9 sedute.

Sandra Pasinetti

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[1](Annotazione a cura della redazione di Musicoterapie in Ascolto
A causa delle notevoli difficoltà di inserimento  nel blog dei contributi tecnici menzionati dall’autrice (simbologia specifica, schede di rilevazione, ecc.), la redazione e la scrivente hanno concordato che la lettrice o il lettore, interessato alla visione degli stessi, può contattare direttamente l’autore, scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).
[2]G. Bonardi, L’osservazione musicoterapica con adolescenti e adulti oligofrenici in ambito socioeducativo, PCC, Assisi 1995, p. VII. Ora in Bonardi G. (207), Dall’ascolto alla musicoterapia, Progetti Sonori, Mercatello sul Metauro (PU), pag. 96-120.
[3]G. Bonardi, L’osservazione musicoterapica con adolescenti e adulti oligofrenici in ambito socioeducativo, PCC, Assisi 1995, p. VIII.  Dall’ascolto alla musicoterapia, Progetti Sonori, Mercatello sul Metauro (PU), pag. 96-120.
[4]G. Bonardi, Strumenti di informazione e di analisi della prassi osservativa in musicoterapia, in “Musica & Terapia” Vol. 3, n° 1, 1995, p. 26.