Bertozzini Riccardo, “Dall’altra parte” ... in ascolto delle emozioni di Francesco

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... Francesco* era solito sostare fuori dalla stanza di musicoterapia attendendo il proprio turno.
In questa situazione era in grado di percepire ciò che stava accadendo all'interno, sentendo rumori, timbri strumentali e musiche udite dalla persona in seduta.
Ciò gli permise di ascoltare una musica che spesso utilizzavo durante gli incontri dai toni estremamente rilassanti[1], permeata da suoni naturali: corsi d’acqua, cinguettii, melodie in maggiore eseguite da un flauto in legno e tappeti armonici composti da sonorità morbide e prive di tensioni di risoluzione.
Improvvisamente Francesco irruppe nella stanza chiedendomi se poi avremmo ascoltato quella musica anche durante la sua seduta.
Ovviamente la nuova situazione che si era venuta a creare aveva permesso a Francesco di aprirsi anche a questa esperienza con maggiore tranquillità.
Da quel momento le sedute furono incentrate prevalentemente sugli ascolti.
La reazione che ebbe al primo contatto con il brano sopra citato fu di stupore dicendomi che quella musica era “bellissima” e che voleva accomodarsi sui materassini per poterla ascoltare da sdraiato.
Alla fine dell’ascolto che durò trenta minuti (la durata dell'intero brano), chiesi a Francesco che cosa avesse provato e quali le emozioni vissute; mi comunicò che si era profondamente rilassato ma della commozione visibile sul suo viso non ne parlò.
Decisi di concludere la seduta anche se non erano trascorsi tutti i minuti a disposizione in quanto ritenni che il carico emotivo era grande per Francesco.
Ci   congedammo e Francesco per la prima volta mi ringraziò.
Per circa tre sedute Francesco volle ascoltare lo stesso brano emozionandosi visibilmente, astenendosi dal verbalizzare i suoi vissuti e dicendomi  semplicemente che la musica era commovente.
Gli rinnovai la richiesta di portare in seduta le sue musiche e finalmente si presentò con il suo cd preferito.
Il  materiale che mi portò fu un cd originale di King Diamond, gruppo dark metal americano con chiari riferimenti satanisti sia nell'immagine di copertina  che nei testi.
Mi volle far ascoltare il suo brano preferito “From the other side”, ossia: dall’altra parte.
Durante l’ascolto del brano, espressamente richiesto ad “alto” volume,  Francesco mimava i componenti del gruppo con espressioni facciali che riprendevano quelle del cantante in copertina, aggressivo ed arrabbiato, cantava a memoria molte parti del brano non avendo idea del significato ma avendo appreso il significante.
In questi momenti il suo sguardo spesso era rivolto a me come a controllare la mia reazione nei confronti di questa sua parte: la rabbia.
Il mio atteggiamento fu quello di accogliere mimando con lui gli strumenti e verbalizzando l’energia che tale musica trasmetteva.
Le verbalizzazioni successive all’ascolto da parte sua erano incentrate sulla “carica” che tale musica gli passava, descrivendomi gli atteggiamenti e le mimiche assunti  dai musicisti del gruppo definendoli come “scatenati”.
Questa era la prima volte che Francesco riusciva a verbalizzare in seduta il suo immaginario permettendo al suo vissuto di rabbia di esprimersi trovando un canale “sicuro”.
Per tre sedute ascoltammo ripetutamente tale brano, come richiesto espressamente da Francesco, anche due volte a seduta; al termine di tali ascolti era sempre visibilmente commosso e stanco, tanto da chiedermi di poter chiudere la seduta anticipatamente.
Anche se tale atteggiamento era contrario agli obbiettivi che ci eravamo posti inizialmente quali l’aumento dei tempi di attenzione, permanenza e una più approfondita verbalizzazione dei vissuti, ritenni insieme all’équipe del Centro che in tale momento del percorso era consono lasciare un respiro alle sedute in quanto Francesco stava finalmente portando elementi molto profondi che lo accompagnavano da anni e che finalmente avevano trovato il giusto canale di manifestazione.
I fenomeni di pantoclastia che accompagnavano Francesco periodicamente erano spariti da tempo.
Successivamente chiesi a Francesco  di farmi sentire sugli strumenti questa energia creando  così un dialogo sonoro incentrato sulle sue dinamiche ma questa volta assieme, diventando contenitore accogliente di questa sua parte aggressiva.
Riportare la parte emotiva sullo strumento permise di modellare il suo vissuto attraverso una pratica che era diventata familiare, lo strumento diventava così oggetto carico di vissuti e contenitore gestibile di questi ultimi.
Partendo da una situazione di eccitazione provocata dall’ascolto del brano sicuro “From the other side” riproducevamo insieme sullo strumento scelto da Francesco, quasi esclusivamente la conga, tale emozione ed attraverso un dialogo sonoro permeato di sintonizzazioni inesatte manipolavamo tale vissuto iniziale per poi portare lentamente la produzione sonora su tutt'altri toni attraverso l'abbandono della posizione eretta, l’utilizzo delle mani direttamente sullo strumento, l'integrazione di altri strumenti.
Al termine di una seduta accadde che mi diede in consegna il suo cd chiedendomi di tenerlo e di restituirglielo  se me lo avesse richiesto.
Il “regalo” di Francesco venne letto dall’équipe come la consegna, simbolica, della suo doloroso vissuto.
Francesco finalmente si fidava e mi affidava laltra parte di sé, consegnandomi, simbolicamente, la sua rabbia.
Riccardo Bertozzini
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[1] Christopher Walcott,  (ottobre 2003),  Reiki-musica  per il massaggio, la meditazione, la terapia, Red, Como.
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* Nome di fantasia, in ottemperanza alla legge della privacy, evocante una persona avente la sindrome di Williams.