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COLLOQUIO

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© Dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, MiA, Musicoterapie in Ascolto, 11 aprile 2022 

 

Il colloquio con i genitori e/o le figure professionali che accudiscono la persona presa in carico è la seconda fase del processo musicoterapico.

Sapendo che le informazioni sanitarie della persona considerata sono riportate nella cartella clinica è sufficiente consultarla per conoscere il percorso storico medico della persona, il colloquio sarà quindi orientato a scoprire quali sono le sonorità e le musiche che gradisce la persona.

Consiglio vivamente di chiedere, alle persone coinvolte nel colloquio, l’autorizzazione di audio registrare l’incontro che verrà archiviato, in un secondo momento, in un supporto informatico provvisto di password d’accesso, segretandolo di fatto.

In questo modo ottenete una testimonianza storica e oggettiva dell’incontro.

Il riascolto della registrazione audio vi permette altresì di analizzare con tranquillità le informazioni musicali riguardanti la persona che avete in cura.

Durante il colloquio è bene sapere quindi, con esattezza, il titolo e l’autore dell’evento musicale gradito alla persona.

Le informazioni generiche del tipo: “Gli piace la musica”; oppure: “Gli piacciono le canzoni dei bambini”, sono indicazioni generiche che non aiutano il musicoterapeuta nella ricerca di un evento specifico probabilmente significativo per la persona considerata.

Ottenute almeno tre o quattro indicazioni musicali ben precise è bene ricercarle nelle piattaforme online, scaricarle e archiviarle, utilizzando un computer munito di password d’accesso.

Il riascolto degli eventi musicali individuati ci può offrire interessanti spunti di riflessione.

Quando le canzoni o le musiche sono adeguate all’età cronologica della persona è possibile ipotizzare che il soggetto in cura sia pensato da chi l’accudisce come una persona a tutti gli effetti e non solo come un paziente che soffre.

Quando, ad esempio, una persona di cinquant’anni ascolta canzoni per bambini è ragionevole pensare che questo soggetto sia considerato non come un adulto ma come un “bimbo” cresciuto e come tale viene trattato in seno al contesto di vita familiare.

Se invece gli eventi musicali rilevati riguardano esclusivamente i gusti musicali degli adulti che l’accudiscono è ragionevole pensare che siamo in presenza di relazioni simbiotiche tra la persona e chi se ne prende cura di lui.

Ci sono casi in cui gli eventi musicali siano legati ai vari partecipanti del nucleo musicale o a momenti di vita relazionale. Ad esempio, una particolare canzone è scelta dalla mamma per addormentare il proprio bimbo. Un’altra canzone è invece scelta dal bimbo stesso che si diverte a ballarla o a cantarla. Un’altra canzone ancora è invece proposta dal papà che l’ascolta con il bimbo mentre giocano.

In ogni caso, l’ascolto degli eventi musicali, ci permette di farci un’idea iniziale con il tipo di persona con cui avremo a che fare; un’idea iniziale che, durante la fase di ascolto-osservazione musicoterapica confermeremo o cambieremo quando le riproporremo all’ascolto gli eventi musicali individuati e, in relazione alle risposte manifestate dalla stessa, verificheremo se, effettivamente, sono significative per lei.

 

© Dizionario di musicoterapia, a cura di Giangiuseppe Bonardi, MiA, Musicoterapie in Ascolto, 11 aprile 2022