LA CUSTODE DEL SILENZIO... UN ESTRATTO

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«Potresti cercare di descrivere in breve cosa vivi nel silenzio, spiegare in sintesi quali sono le tap­pe, quali gli ostacoli che incontri?
- Vedi, la mia esperienza non si basa su una tecnica.
Non sapevo niente della meditazione e di cose di questo genere.
Ho già parlato di come ho scoperto il silenzio e di come si sia insinuato con forza nella mia vita, divenendo il centro intorno a cui tutto ha preso a ruotare.
Non sape­vo niente dello stato in cui mi immergevo. La custode del silenzio. «Io, Antonella, eremita di città» - Antonella Lumini,Paolo Rodari - copertina
Solo col tempo ho capito che quel lasciarmi avvolgere dal silenzio era una preghiera di abbandono.
Stavo li, dove effettivamente ero, in contatto con la mia verità profonda, che sentivo anche se sfuggiva alla mia comprensione.
Stavo li, nel qui e ora.
Da allora è sempre stato cosi.
Quando mi siedo, non faccio altro che stare li.
Il primo punto, la chiave di tutto, è stare li.
L'unica volontà necessaria è decidere di stare lì.
Non come forzatura, ma come bisogno urgente.
Stare è accet­tare di ascoltare lo struggimento interiore che non ascol­tiamo mai.
È seguire l’anelito più intimo dell' anima, vivo, pulsante, che chiama, anzi che grida perché non accolto1».
 
Antonella Lumini
Paolo Rodari
1La custode del silenzio
«Io,
Antonella,
eremita di città»
Einaudi
Torino 2016
p. 63.