Di Sabbato Daniela, Il suono bianco del terremoto

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  … un urlo squarcia il silenzio della notte1...  DI SABBATO DANIELA

non è umano... è la terra che grida!

È  l’inizio o la fine? 

Tanti tamburi, trombe e... forse corni

irrompono con forza nella mia testa.

Sono suoni a bassa frequenza, cupi...  

da incubo!

La mia casa parla,

con un linguaggio da oltretomba! 

«Fuori!  Esci fuori! »… 

Non respiro!

... Polvere bianca intorno a me!

Sono fuori;

i suoni cambiano...

Urla e pianti umani, diversi,

ma sommessi.

Bassa frequenza.

Il tempo passa...

suoni acuti che mi penetrano,

mi attraversano

come se il mio corpo non esistesse,

come se fossi aria.

Suoni acuti...

sono le sirene di ambulanze,

vigili del fuoco,

forze dell’ordine!

Quanto malessere danno!

Ancora un urlo...

della terra...

cupo...

di oltretomba...

mentre ancora tutto trema!

... é il suono della vibrazione della terra

e di quello delle pareti che mi accompagna!

Ma quanti colori ho visto nel buio della mia camera, aggrappata alla testata di un letto a castello che mi ha salvata!

... No nero...

ma rosso cupo,

azzurro e verde.

ll verde mi ha fatto sentire e vedere un serpente.

“Pochi” secondi e la tua vita è stravolta!

... E dopo, colori e suoni

che ti portano via come in un vortice...

seguiti da un silenzio esasperante e un

suono bianco.

Un silenzio che urla più di mille orchestre insieme,

ma sempre un silenzio bianco

e l’eco che senti è un suono bianco...

massacrante,

che ti resterà dentro per sempre!

Daniela Di  Sabbato

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1Ho chiesto da qualche tempo alla collega Aquilana Daniela Di Sabbato di trascrivere ‘la musica’ dell’infernale terremoto che ha devastato il capoluogo Abruzzese e che lei ha subito sulla propria pelle, facendoci così partecipi del vivido ricordo del tempo-spazio da lei vissuto.

 
Giangiuseppe Bonardi
MiA, Musicoterapie in Ascolto