Di Sabbato Daniela, Prime riflessioni...

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[1]Piove!

Una musica melodica accompagna questo pianto universale.

Anche dentro di me piove.

Ma nulla accompagna il mio pianto, neanche le lacrime.

Sono vuota.

È come se mi vedessi dall’alto, dall’esterno, ma c’è qualcosa che

mi tiene saldamente ancorata a questo stupido corpo!

Ho voglia di USCIRE.

Vorrei volare lontano, ma sulle ali del tempo.

Mentre il mio pensiero vola sulle ali del tempo, resto seduta ai

bordi dell’aurora aspettando che il sole sorga per me!


Vorrei che il mio sogno volasse sopra ogni cosa per raggiungere

quella meta così assurda; che riuscissi per un lungo

interminabile attimo “fuggente” ad allungare le mie mani ed

affondarle in quell’impalpabile desiderio del mio cuore, per

provare quella sensazione che nei miei sogni diventa così reale

che quasi mi sembra di viverla ogni volta!


L’albero della mia vita sembrava essersi seccato.

Sembrava, ma la natura ha voluto premiare chi è sopravvissuto

alle avversità che si sono presentate.

Un giorno da quell’albero spunteranno tanti piccoli fiori

profumati che inebrieranno chiunque passi lì accanto!

 
Daniela Di Sabbato
 
 
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[1] Con queste ‘riflessioni’, la collega Daniela Di Sabbato esprime con sensibilità poetica il suo tempo-spazio-vissuto che caratterizza la personale vita di chi, come Lei, vive tuttora il post-terremoto aquilano.
È ‘musica’ ricolma di emozioni che risuonano nella mente e, soprattutto, nel cuore di ogni lettore attento e sensibile.
Giangiuseppe Bonardi