Neri Simona, Quando il cuore dirige la ragione perduta...

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E ti trovi così a guardare uno sguardo che di giorno in giorno si spegne, si allontana da te...
Vorresti fermare il tempo, ma egli è inesorabile e lento continua a camminare, pur sempre, davanti a te... inarrestabile!
Ti attendono con ansia e quando li vedi, sono tornati come bambini ai tempi dei capricci ma ti attendono come se fossero la volpe del ‘Piccolo Principe’.
“Se tu vieni tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro comincerò ad agitarmi e inquietarmi. Scoprirò il prezzo della felicità!“*
Ed ogni volta ritornare tra di loro non mi pesa più; le loro eccentricità non mi spaventano più, vedo solo i loro occhi, i loro visi che ora sorridono nell’attesa di me migliorano a dispetto del drago che li sta divorando... uno ad uno: il terribile morbo di Alzheimer.
A dispetto del tempo, che non li aspetta, cantano e dentro di loro avviene... una rivoluzione francese.
È come se tutto, per un attimo... un piccolissimo attimo, si arrestasse è come se la musica, magicamente, si impossessasse della testa e del cuore e sgominasse per qualche breve istante la belva che li divora.
Sono commossa nel vedere come lottano.
Adele**ora ricorda il giorno in cui arrivò... deve ballare non si può dimenticare... Così ha ridato un significato a una settimana assolutamente persa; ha ricollocato il suo ruolo in famiglia e, anche se la degenerazione non arretra, adesso sa come collocarsi nel tempo... importantissimo per chi non sa più cosa sia il tempo.
Giliola** mi aspetta per volermi bene come una... figlia.
Elena** irascibile e stridente... Elena che attende il venerdì per passare due ore tra canti e musica...
Elena che non lascerebbe mai la stanza per tornare in reparto... . Tutto gira intorno a me e mi domando... perché io?
Perché la musicoterapia opera così misteriosamente nella mente di queste persone?
Perché il cuore dirige la ragione perduta?
L’esperienza Alzheimer è un dono; è un dono sentire queste persone così simili alla volpe del ‘Piccolo Principe’ poiché non chiedono altro che di essere ‘addomesticati’ per avere qualcosa per cui il cuore attende poiché:<<Se so che torni venerdì... già da giovedì il mio cuore comincerà a tremare...>>.
Simona Neri
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*De Saint-Exupéry, Il piccolo principe, Bompiani, Milano 1998, p. 94.
**nome di fantasia, in ottemperanza alla legge della privacy.