Musica intima

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©Dizionario di musicoterapia a cura di Giangiuseppe Bonardi, 3 gennaio 2019, MiA, Musicoterapie in Ascolto.
 
Non è facile definire cosa sia una musica in musicoterapia perché abitualmente associamo la musica alla festa, al rito, al godimento estetico, al divertimento, al piacere, ossia alla condivisone sociale di alcuni vissuti perlopiù gradevoli.
Solitamente la musica si realizza in uno spazio in cui interagiscono uno o più interpreti e un pubblico.
La forma (canzone, opera, sinfonia, ecc.) che assume una musica è culturalmente conosciuta e accettata dai partecipanti in modo tale che tra l’esecutore e i fruitori si possa stabilire una comunicazione, una comprensione e un ascolto.
In musicoterapia invece la musica, eseguita e realizzata dalle persone coinvolte, è intima perché ha luogo in uno spazio rituale confidenziale, al riparo da orecchie indiscrete.
Può assumere forme culturalmente accettate oppure no.
A un orecchio esterno appare incomprensibile poiché ha significato solo per i partecipanti che la creano lentamente, seduta dopo seduta.
Formalmente può essere inframezzata da silenzi lunghissimi o formata da ridondanti caos dissonanti.
Può essere fatta da un vocalizzo, da un suono consonantico, da un’altezza, una cellula ritmica o da un silenzio ininterrotto.
Può essere altresì l’inizio di un canto molto conosciuto che viene trasformato al momento in una forma di richiamo per poi, dopo un silenzio interminabile, essere finalmente condiviso oppure cadere nel vuoto.
Può essere un urlo, una risata, un movimento corporeo, un respiro o un ascolto musicale significativo per la persona in cura.
La musica in musicoterapia può assumere qualsiasi tipo di forma ma difficilmente è rappresentabile sul pentagramma perché, per sua natura, è evanescente e fuggevole.
La sua vera natura è l’intimità.
L’intimità, come il mistero e l’evento sacro, esige rispetto e cautela.
L’intimità richiede ascolto, accoglienza, cura.
L’intimità va tutelata, sempre.
L’intimità può essere intuita, annusata, respirata con delicatezza perché è una dimensione fragile, delicata, da assaporare con estrema attenzione.
Nell’intimità della musica fatta in musicoterapia si cela il lento faticoso, incerto cammino acustico compiuto da una persona che, partendo dal silenzio o dal caos emozionale che l’attanaglia, lentamente, con l’aiuto e la cura di un rispettoso ascoltatore, cerca di esprimere, accogliere e riordinare la propria disarmonia esistenziale.
La musica intima è quindi la traccia acustica e, talvolta, bizzarra di un lungo, faticoso percorso di armonizzazione del proprio sé.
 
©Dizionario di musicoterapia a cura di Giangiuseppe Bonardi, 3 gennaio 2019, MiA, Musicoterapie in Ascolto.