Relazione

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©Dizionario di musicoterapia a cura di Giangiuseppe Bonardi. MiA, Musicoterapie in Ascolto, 2 dicembre 2017.
 
 
*Lo scopo fondamentale di un intervento musicoterapico è quello di curare la relazione ridotta e/o interrotta di una per-sona.
Ma come è possibile interagire con una per-sona diversamente abile e per molti versi completamente diversa da me?
Secondo Marius Schneider, adottando il ragionamento per analogia, è possibile mettere in relazione fenomeni appartenenti a piani morfologici completamente differenti.
In questa prospettiva l’alsaziano afferma che un “feno­meno a b c S è apparentato essenzialmente con il fenomeno d e f S dall’elemento S, a condizione che questo fattore S costituisca o sembri costituire un elemento fondamentale nella strutturazio­ne di ambedue i fenomeni.
Ma questo elemento S non è un fat­tore isolabile, anzi, al contrario, tutti gli elementi di ogni fenomeno costituiscono un complesso ritmico indissolubile.
I fattori S, che pongono in relazione i differenti fenomeni, li chiameremo il «ritmo comune»1.
Gli esseri primitivi considerano come un ritmo di parentela S, prima di tutto, il timbro della voce, il ritmo ambula­torio, la forma del movimento, il colore e il materiale2.
Essendo la musica, il tratto antropologico e distintivo di una per-sona, è possibile entrare in relazione con lei, cercando il ritmo-simbolo, ossia i fattori S che pongono in relazione due per-sone completamente differenti.
 
 
©Dizionario di musicoterapia a cura di Giangiuseppe Bonardi. MiA, Musicoterapie in Ascolto, 2 dicembre 2017.
 
 
1Schneider M. (1986), op. cit. p. 8.
 
2Schneider M. (1986), ibidem. p. 8.
 
*Relazione, citazione tratta da Bonardi G., “Gli apporti di Marius Schneider alla musicoterapia”, p. 127, 128, in AA. VV. SCHNEIDER, Musica, Arte e Conoscenza, Estratti del Convegno svolto c/o Simmetria l’8 aprile 2017, Simmetria, Roma 2017.