Osservazione

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©Dizionario di musicoterapia a cura di Giangiuseppe Bonardi. Voce pubblicata da MiA: Musicoterapie in Ascolto, il 20 dicembre 2011.

 

L’osservazione è una fase fondamentale della prassi musicoterapica volta ad accogliere, ascoltare la per-sona presa in considerazione. In questa prospettiva un buon osservatore si pone in ascolto dell’altro cercando di cogliere la bellezza visiva e acustica che lo pervade, integrando l’osservazione con ‘l’ascoltazione1incarnando, al meglio delle sue capacità, la sollecitazione di Herman Esse. “(…) La persona che guardo con timore, con speranza, con desiderio, con aspettative, con pretese non è una persona ma solo lo specchio torbido del mio volere. (…) Nel momento in cui il volere si placa e subentra la contemplazione, la pura osservazione e l’abbandono, tutto cambia. L’uomo cessa di essere utile o pericoloso, interessante o noioso, gentile o villano, forte o debole. Diventa natura, diviene bello e degno di attenzione come tutto ciò che è oggetto di contemplazione pura. Perché contemplazione non è ricerca, non è critica: non è altro che amore. É la condizione più elevata e più desiderabile della nostra anima: amore senza desiderio2 (…)”. 
Hesse H.

1Neologismo citato dall’antropologo Antonello Ricci nel libro: Antropologia dell’ascolto, Edizioni Nuova Cultura, Roma 2010, pp. 55, 56.

 

2Hesse H., (1917/’18), Sull’anima, Newton & Compton, Roma, 1996, pp. 32, 33.

©Dizionario di musicoterapia a cura di Giangiuseppe Bonardi. Voce pubblicata da MiA: Musicoterapie in Ascolto, il 20 dicembre 2011.